Arthur C. Clarke non fu soltanto un grande scrittore di fantascienza, ma anche un influente intellettuale e divulgatore, con esperienza sul campo nel settore dei radar e ottime conoscenze di fisica e matematica.

Più volte presidente della British Interplanetary Society, nel 1945, quando i satelliti artificiali erano ancora una prospettiva futura, propose di utilizzare satelliti in orbita geostazionaria come ripetitori per le telecomunicazioni globali: un’intuizione che avrebbe trovato applicazione pratica circa vent’anni dopo.

Fu anche un acuto osservatore del rapporto tra società, scienza e tecnologia, capace di riflettere non soltanto sulle possibili innovazioni, ma anche sul loro impatto sul futuro dell’umanità.

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