Lo Sherlock di Fedisky

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La Cina vuole chiudere il cerchio sulle batterie

Mentre Europa e Stati Uniti si preoccupano del controllo cinese sui minerali critici, Pechino punta sul riciclo per rendere più sicure le proprie forniture. Lo racconta l’Economist, ripreso da Startmag.

La “massa nera”, la polvere ottenuta dalla triturazione delle batterie esauste, è la nuova partita geopolitica. Contiene litio, cobalto e nichel. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia potrebbe coprire il 20-30% della domanda globale di metalli per batterie entro il 2050. L’Occidente reagisce: l’ #Ue rende più difficile esportarla, gli Usa l’hanno bloccata del tutto ad agosto.

La Cina accelera: - obiettivo di 510 milioni di tonnellate di materiali industriali riciclati l’anno entro il 2030 (circa un terzo in più di oggi); - già l’85% della capacità globale di riciclo delle batterie; - il riciclo copre il 10% dell’approvvigionamento di terre rare; - tracciabilità digitale obbligatoria per batterie e veicoli elettrici, con responsabilità legale dei produttori
riapertura selettiva delle importazioni di massa nera, con dazi ridotti dal 6,5% al 3%

Gli ostacoli restano: molta capacità è inutilizzata perché le batterie finiscono a commercianti informali o vengono abbandonate, e il riciclo delle terre rare costa ancora più dell’estrazione primaria.

Il riciclo non è più solo una questione ambientale: è diventato uno strumento di sicurezza economica. La Cina controlla gran parte della raffinazione globale ma dipende dalle importazioni di minerali grezzi, e il riciclo serve a ridurre questa vulnerabilità.

E l’Europa? Trattenere i rifiuti in casa basta, o serve una filiera industriale del riciclo all’altezza?

Per saperne di più leggi l’articolo completo: https://www.startmag.it/energia/riciclo-massa-nera-e-materie-prime-la-cina-chiude-il-cerchio-sulle-batterie/

@energia

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