La vita è il viaggio

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Cake day: February 10th, 2026

Borghi e Castelli di Cremona e Parma: Un Itinerario tra Storia, Leggende e Buona Tavola . Un itinerario condizionato da meteo, affollamento e — soprattutto — enogastronomia: il percorso è stato costruito partendo dal ristorante prenotato, unendo sulla mappa borghi e castelli tra Lombardia ed Emilia, con la possibilità di “tagliare” in ogni momento per arrivare puntuali a pranzo!

**📍 Pizzighettone (CR) — Città murata della Lombardia, divisa dall’Adda e insignita della Bandiera Arancione TCI. Possenti mura (spesse fino a 3 metri) e la Torre del Guado, prigione del Re di Francia nel 1525. Sede della sagra del “Fasulin de l’òc cun le cudeghe”.

**🏰 Castello di Belpavone (LO) — Deviazione imprevista verso la fortificazione del XII secolo (detta anche di Maccastorna), teatro di leggende cruente e grida di fantasmi. Oggi proprietà privata, non visitabile.

**🍷 Antica Corte Pallavicina (PR) — Residenza dei marchesi Pallavicino dal XIII al XIX secolo, oggi relais ristrutturato: breve sosta prima del pranzo.

**🎼 Busseto (PR) — Patria di Giuseppe Verdi e suggestiva tappa aperitivo, mentre le nuvole lasciano spazio al sole.

**🏰 Castello di Roccabianca (PR) — Colpo di scena: il borgo è occupato dal set del film “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio. Visita guidata entusiasta al castello voluto da Pier Maria II de’ Rossi intorno al 1465 (forse in onore dell’amante Bianca Pellegrini), conteso per secoli tra Rossi e Pallavicino, poi ai Rangoni e di nuovo ai Pallavicino. Restaurato dopo il 1968 e aperto al pubblico nel 2003.

**🏰 Rocca dei Terzi, Sissa (PR) — Eretta nel XIV secolo dai Terzi, conserva l’omonimo torrione; nel Settecento divenne residenza signorile. 👻 Leggenda: l’amore tra Vittoria di Guido Terzi e Morello da Parma, finita con lei rinchiusa in convento (1471); in certe notti di maggio si sentirebbero ancora i suoi pugni battere disperati.

**🏰 Rocca dei Rossi, San Secondo (PR) — Costruita intorno al 1413 da Pier Maria I de’ Rossi, nel Cinquecento divenne fastosa residenza. Splendide sale affrescate: la Sala delle Gesta Rossiane (1200 mq di affreschi e 13 quadri-arazzo sulla storia di famiglia), la Sala dell’Asino d’Oro (soffitto unico ispirato a Lucio-asino) e la Galleria di Esopo. *👻 Leggende: il fantasma di una fanciulla trucidata (con presunta macchia di sangue sul camino della Sala di Latona) e la maschera di “La volpe e la maschera” che raffigurerebbe Papa Paolo III Farnese: “una testa magnifica ma senza cervello”.

**🏰 Rocca Sanvitale, Fontanellato (PR) — Ultima tappa al tramonto. Originata da una torre dei Pallavicino del 1124, ampliata dopo il 1386 dai Sanvitale (conti dal 1404), che la resero dimora residenziale nel Cinquecento e rimasero signori fino all’epoca napoleonica (salvo la confisca del 1612). Nel 1948 l’ultimo conte la vendette al Comune. *👻 Leggenda: il fantasma della piccola Maria Costanza Sanvitale, nipotina di Maria Luigia d’Austria, morta a 5 anni: passi, voci e ombre nella Sala del Biliardo e nella Sala da Ricevimento.

Un giorno di rilassamento, suggestioni, emozioni e buona cucina: la ricetta di una giornata perfetta, chiusa da un sole rosso che precipita verso l’orizzonte mentre si torna a casa.

Report con descrizioni mappa e GPX: https://www.aliperviaggiare.it/parma-…

SOUNDTRACK - COLONNA SONORA Music (CC BY 4.0): by Sascha Ende https://ende.app/it

Si apre così, con la salita alla Forca di Presta, l’ultimo giorno di escursione intorno ai Monti Sibillini; da qui inizierà l’itinerario previsto per la giornata, l’ultimo di questo emozionante viaggio di 4 giorni sotto l’influenza benevola della Sibilla. Una esplorazione che prevede la percorrenza del Piano Grande per andare a scoprire una delle particolarità incredibili di questo straordinario contesto: il Fosso dei Mergani, preistorica e misteriosa spaccatura che interrompe la regolarità dell’altopiano. In un tempo remoto il Piano Grande era il fondo di un grande lago che, più o meno nel Pliocene, scomparve improvvisamente, e il responsabile di questa scomparsa…

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La prima escursione cicloturistica di una 4 giorni nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e monti della Laga, in Abruzzo, ha come meta principale una delle attrattive più suggestive e celebri della zona, resa ancora più celebre in quanto palcoscenico di un iconico film degli anni ‘80 del secolo scorso: il castello di Rocca Calascio, il castello di Lady Hawke, che domina dall’alto del crinale tutte le vallate circostanti. Il percorso odierno non è lungo, ne particolarmente impegnativo, dato che siamo appena arrivati a seguito di una sveglia molto mattiniera e abbiamo montato il campo base al campeggio della Funivia del Gran Sasso; ma questo non significa che non sarà emozionante. Santo Stefano di Sessanio, suggestivo borgo adagiato ai piedi dei rilievi montani, è il punto di partenza prescelto, sia per evitare il trasferimento dal campeggio, che risulta troppo incisivo sui chilometri resi disponibili dalla autonomia della batteria, sia perché vogliamo dedicargli l’attenzione che merita esplorandolo con calma alla fine del tour. Il borgo, uno de “I Borghi più belli d’Italia”, l’ho definito il Borgo delle Rinascite perché per ben due volte ha saputo rialzarsi dopo che le avversità lo avevano messo al tappeto: la prima negli anni ‘90 del secolo scorso, grazie ad un imprenditore Italo/Svedese che lo restaura e lo trasforma in parte in un albergo diffuso ponendo fine all’oblio derivato dal progressivo spopolamento, la seconda con la lunga e faticosa ricostruzione a seguito del devastante sisma del 2009 che abbatte la torre medicea, simbolo del paese e numerose case. Oggi, con la ricostruzione ormai alle battute finali, Santo Stefano di Sessanio si presenta ai visitatori in tutta la sua sfolgorante, primigenia, bellezza, meta irrinunciabile di qualsiasi itinerario che si snoda in questi, aspri, ma suggestivi territori abruzzesi. Il percorso tracciato si snoda tra i rilievi che delimitano a sud l’altopiano di Campo Imperatore, serpeggiando tra le alture arrotondate che contraddistinguono questa parte del Parco del Gran Sasso, unendo in un itinerario circolare Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio attraversando un contesto quasi selvaggio, arido e decisamente spopolato, oltre che turisticamente poco battuto; sono solo due ciclisti gli esseri umani che incontriamo nel tratto che da Calascio riporta a Santo Stefano di Sessanio.

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